Incontrare un profumo, valutarlo e sceglierlo è un processo che esiste da quando esiste il profumo. Nel tempo le variazioni in questa esperienza sono state relativamente minime, ma una di queste è sostanziale.
Infatti, comprando un profumo nel 1700, avresti trovato sempre un negozio, scaffali con fragranze diverse e boccette di vetro; ciò che non avresti incontrato sarebbero state le mouillettes. Al loro posto, fino all’alba del XX secolo, il materiale d’elezione per sentire un profumo era il cotone.
Decine e decine di fazzoletti erano stipati dove lavorava il profumiere, pronti a essere usati, lavati e usati ancora. Questo finché il profumo non conobbe la modernità. Tempi nuovi e più frenetici portano a mezzi e procedure più frenetiche: la mouillette in carta andava incontro alle necessità della profumeria, divenuta industria multinazionale. Usa e getta, igieniche e facilmente reperibili queste striscioline di carta sono diventate un must dell’esperienza delle fragranze.
Tuttavia, più si conosce il profumo, più si capisce una cosa: il profumo non ama che gli si metta fretta.
Molto spesso, per concedersi un’esperienza olfattiva migliore basta tornare un po’ indietro nel tempo, a quando esistevano lunghe macerazioni e fazzoletti in cotone.
Ma perché il cotone è tecnicamente migliore della carta?
Le ragioni sono tre:
- Il cotone ha fibre lunghe, naturali, intrecciate e porose che assorbono ugualmente bene alcol e olii. Quando un profumo viene testato sul cotone la sua superficie irregolare è capace di creare un “serbatoio olfattivo” che replica meglio l’incontro fra pelle e profumo.
- Il cotone non solo assorbe meglio e più uniformemente, ma restituisce allo stesso modo. La carta, che tende ad assorbire in maniera più disomogenea, restituisce l’evoluzione della fragranza in modo altrettanto disomogeneo (enfatizzando le note di testa, dando dei picchi che non sono propri della fragranza o distorcendo le transizioni olfattive). Il fazzoletto in cotone, invece, mantiene i tempi di evoluzione della fragranza, a volte li rallenta un po’ permettendo di esplorare più a fondo, e sopratutto restituisce l’odore in modo più rotondo e realistico.
- L’interferenza olfattiva. Quanto è buono l’odore della carta? Ecco, benché per sentirlo chiaramente serva una quantità di carta superiore a una strisciolina questo non significa che la mouillette non porti con sé l’odore del suo materiale. Dall’altro lato il cotone è sostanzialmente inodore e può dare un’idea della fragranza più chiara e priva di rumori di fondo che influenzano i dettagli.
Ecco perché, chiunque acquista una fragranza Lorenzini Parfum, che sia un Eau de Parfum, un Extrait, o anche un Flaconcino da 3ml, troverà nella sua confezione un fazzoletto in puro cotone, lavato con detersivi inodore e pronto per essere utilizzato. Questo perché crediamo che il cuore del profumo sia la sua capacità di evolvere e raccontare, relazionarsi alla persona che lo indossa in una maniera dinamica e profonda. Il modo migliore per apprezzare l’incontro fra la propria pelle e una fragranza è quello di paragonarla all’evoluzione della fragranza in purezza, e per scoprire davvero cosa la propria pelle stia dando al profumo è utile esplorarlo tramite un mezzo il più possibile realistico, come il fazzoletto in cotone.
Perciò, se desideri esplorare una fragranza a fondo, valutarla nel modo più realistico possibile, ti consiglio di affidarti al cotone: sarà un alleato molto versatile e performante nel tuo viaggio olfattivo.
Questo non significa eliminare le mouillettes: sono uno strumento utile e rapido, ma conoscerne i limiti permette di non accordargli una totale fiducia riguardo la resa del profumo e scegliere di adoperarlo nei momenti in cui è realmente più vantaggioso.
Beatrice Lorenzini






