Fiori bianchi (e non solo)

fiori bianchi di lorenzini parfum

Molto spesso in profumeria sentiamo parlare di fiori bianchi, il più delle volte nel comparto delle note di cuore.

Il nome può risultare ingannevole, poiché si è portati a pensare che si tratti di fiori dal colore bianco. In parte questa deduzione è corretta, poiché la maggioranza dei fiori bianchi (o almeno quelli più famosi) è proprio di colore bianco. Tuttavia, nel campo della profumeria l’espressione “fiori bianchi” si trova ad avere una variante che è molto più precisa: fiori narcotici. I fiori narcotici sono fiori le cui estrazioni contengono una molecola chiamata indolo in quantità variabili. L’indolo è la molecola narcotica per eccellenza, con una densità inebriante, un sottotono fecale e pervasività molto marcata. Benché fiori bianchi e narcotici non siano esattamente la stessa cosa le categorie sono sovrapponibili al 99%: infatti i fiori raggruppati come “fiori bianchi” non narcotici (che quindi non contengono tracce di indolo) sono molto più che rari, eccezion fatta per il mughetto. Lodore che più si avvicina a quello dellindolo è la zagara, ovvero il fiore degli agrumi. Ciascun fiore bianco ha delle peculiarità che lo rendono unico, dandogli un carattere olfattivo assolutamente personale.

Il concetto di “fiore narcotico” ci permette di vedere questi fiori all’interno di una categoria ben definita da una caratteristica chimica, mentre l’espressione “fiori bianchi” risulta più che altro un raggruppamento di tipo evocativo. Nell’analizzarli vedrai rapidamente come le variazioni di indolo siano capaci di compattare questa famiglia olfattiva e raccontarne le sfaccettature.

ECCO ALCUNI DEI FIORI BIANCHI PIU’ USATI:

Gelsomino: Grandiflorum o Sambac, il secondo caratterizzato da una più alta percentuale di indolo, ha una fragranza setosa e inebriante, profondamente tattile con dei sottotoni dolci. È possibile annusare un eccellente gelsomino Grandiflorum nel cuore di Freya, una fragranza la cui nota centrale di margherita beneficia del profumo e della dimensione tattile di questo fiore. 

Gardenia: cremosa e lattonica la gardenia è uno dei fiori bianchi più delicati in termini di profilo narcotico. L’aspetto vanigliato e cremoso la rende una nota di impareggiabile avvolgenza unita a un’eleganza straordinaria. Il fascino di questo fioreesplode nella nostra fragranza Luna, in cui la gardenia va ad assorbire l’impatto dello zibetto, addolcendolo e regalando a questo profumo una nota seducente e contemplativa. 

Fiore di arancio: uno dei fiori più narcotici esistenti, compatto e complesso il fiore d’arancio ha unimpatto molto forte ed è capace di donare calore. L’assoluta di fiore d’arancio si presenta molto narcotica, mentre l’olio essenziale, chiamato Neroli, risulta decisamente più fresco e mostra sfumature agrumate. 

Lilla: fiore dinamico e avvolgente. Il suo profilo sfaccettato si presta a diversi tipi di composizioni. 

Tuberosa: dal fascino immortale la tuberosa è un fiore molto particolare, che sa risultare al contempo cremoso e speziato, capace di dare assuefazione. Nel cuore del nostro Mon Coeur la tuberosa si inserisce giocando con la coda speziata del pepe rosa e delineando una dimensione di dinamico candore. 

Fresia: la fresia si mostra come una nota molto godibile, possiede alcune delle caratteristiche più gentili del gelsomino unite a una fragranza particolare che la fa ricondurre immediatamente alla primavera. 

Mimosa: narcotica e pervasiva l’estrazione della mimosa rappresenta una nota che si presta a molto utilizzi, mantiene caratteristiche decisamente narcotiche senza avere un aspetto fecale troppo marcato. 

Ylang Ylang: il nome di questa pianta significa “fiore dei fiori”. Questo fiore grande e carnoso mostra diversi aspetti a seconda della frazione presa in analisi virando dal delicato e lattonico fino a imporsi come una nota di ardua godibilità. Per The Spice Mélange abbiamo scelto proprio la versione più complessa di questa materia prima, andando a dargli undici mesi di macerazione per farla assestare e metterla a concerto con le altre materie prime. 

Loto: l’assoluta di fiore di loto ha un odore molto particolare, risulta da un lato narcotica e profonda e dall’altro mostra uno spirito lacustre ben percettibile che la rende una materia prima unica. 

Fra i fiori bianchi figurano anche la magnolia champaca, il tagete, l’osmanto e la ginestra, insieme ad altri fiori meno conosciuti. Si tratta di una famiglia olfattiva molto ampia e variegata, la cui esplorazione rappresenta un viaggio sensoriale unico. 

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