Sic
transit
GLORIA
MUNDI
La grandezza dell’Impero Romano, capace di includere ed esaltare i tesori del mondo, e la sua inevitabile caduta
Dolce ed effimera
È la gloria dell’uomo
Note di testa
Bergamotto, sciroppo d’acero, dattero, osmanto
Note di cuore
Note di fondo
COSI’ PASSA LA GLORIA DEL MONDO
Ascesa e caduta dell’Impero Romano
Un sogno che divenne regno, un regno che divenne impero, un impero che si trasformò in caos, un caos da cui riemerse solo il sogno. Con Gloria Mundi raccontiamo la storia dell’Impero Romano, e con essa quella di tutti i domini degli uomini che, per quanto estesi, sono destinati a passare, lasciando dietro di sé un dolce ricordo avvolto per sempre dal drappo dorato della Storia. Abbiamo cercato le migliori materie prime al mondo, provenienti da ogni angolo del pianeta, una conquista olfattiva ricca e sfaccettata, inclusiva, che benché sublime si apre, si consuma, e infine svanisce, in un respiro che profuma di leggenda.
LE NOTE
La sinfonia dell’ambizione
Il bergamotto splende sulle coste della Calabria. Il suo profumo si aggira solitario e porta con sé il gusto sfuggente dell’ambizione. Da lontano giunge un sentore dolce e insieme amaro, una nota di sciroppo d’acero dal fascino urbano che invita ad esplorare l’Occidente fino ai confini del mondo. Un profumo dolce e mieloso lo raggiunge: dalla penisola araba il dattero esercita il suo richiamo irresistibile. Questo frutto sconosciuto si apre in una melodia orientale che racconta un’opulenza apparentemente irraggiungibile, che sfida l’uomo a spingersi tanto in alto da poterla cogliere. Dall’estremo oriente la fragranza succosa e cuoiata dell’osmanto si accompagna a racconti lontani.
Un mondo senza confini
Il piccolo popolo italico, destinato un giorno a governare il mondo, inizia ad espandersi. Spintosi sia ad est che ad ovest inizia la sua opera di conquista. Il gusto per il bello dei Romani è destinato a cambiare il mondo per sempre: é una conquista fatta di integrazione. I Romani iniziano a collezionare quanto di speciale trovano in ciascun luogo e a portarlo ovunque vanno, in una lunga colonizzazione della bellezza. Così il dattero, raggiunto l’oriente, si fa pieno e sembra quasi di poterlo addentare. Il fiore d’arancio racconta la parte più calda dell’Egitto, mentre il neroli delinea quella più fresca e agrumata. Il gelsomino porta con sé la sognante promessa delle misteriose notti asiatiche. Tutto il cuore è avvolto dalla pienezza del cioccolato bianco, il suo abbraccio lattonico cinge ciò che è stato scoperto, mentre il muschio di quercia racconta il fascino dei Balcani.
La fine di un’era
Alla sua massima espansione l’Impero Romano abbraccia con la mente future conquiste. L’iris, così amato dagli imperatori per il suo profumo, diviene simbolo del cristianesimo che dilaga. Mentre le menti dei Romani sognano ancora la scoperta, la forza dell’Impero viene meno. Vaniglia e fava di Tonka raccontano i luoghi che non raggiungeranno mai. Il sospiro cremoso del sandalo e la forza dell’oud raccontano il sogno che sfuma, mentre il muschio bianco accompagna la fine, si fa sempre più rarefatto, mostrando come, per quanto si cerchi di afferrarla, la grandezza sia destinata a fuggire dalle mani che tentano di trattenerla.
La natura effimera della grandezza umana
E il suo fascino immateriale
Sic transit gloria mundi: così passa la gloria del mondo. In questa frase, tanto asciutta e veritiera, i cristiani racchiusero i cinque secoli di storia dell’Impero Romano. Questo perché nessuna gloria che appartiene al mondo può essere infinita. Gli imperi sorgono e cadono nel giro di un battito di ciglia dell’universo. Tuttavia le gesta dei grandi uomini del passato scolpiscono il presente. E mentre ogni forma di potere è destinata a scomparire nel vento, come il più dolce dei profumi, il suo ricordo resta vivo e imperituro e obbliga l’uomo a desiderare ancora la gloria, a raggiungerla, e a vederla tramontare nuovamente.
Il sapore dolce della conquista
Una fragranza gourmand unisex che celebra la grandezza dell’impero romano e racconta la transitorietà della gloria
