PROFUMERIA NARRATIVA®

profumeria-Narrativa lorenzini parfum

Ho sempre amato le storie. Quelle storie potenti, profonde, capaci di trasportare la mente altrove, lasciandosi dietro qualcosa di più del ricordo della loro trama. Per molto tempo scrivere, per me, è stata la cosa più vicina alla formulazione di un profumo; a un certo punto queste due realtà si sono unite e con mio fratello abbiamo inventato un nuovo modo di fare profumeria: la Profumeria Narrativa®.

Le fragranze si ispirano a molte cose: luoghi, canzoni, ricordi, viaggi, opere d’arte, anche libri. 

Per me non è mai stata una questione di ispirazione: il nostro è un lavoro di traduzione. Nel tempo questo è diventato il nostro vero e proprio metodo, un linguaggio olfattivo che lavora con una sintassi sensoriale diversa, che vive la fragranza non come una fotografia, ma come un film, che gli dà un obiettivo diverso da quello di un accessorio. 

Lorenzini Parfum nasce proprio attorno a questo concetto, con l’idea di creare una biblioteca olfattiva in cui le storie possono essere raccontate e scoperte senza che una sola goccia di inchiostro venga versata. Ciascuna delle nostre fragranze è un profumo narrativo, e questo è il modo in cui nasce: 

Iniziamo con il lavoro che precede la formulazione, che si divide in tre fasi:

  • Individuazione di un archetipo (“la bellezza che guida il fato” in Mon Coeur, “il potere dell’umano ingegno” in Dedalus, “il cambiamento di punto di vista che nasce dalla destabilizzazione” per Luna, “l’inversione dei ruoli” in Jeeves, “l’incontro fra laboriosità umana e intervento divino” per Argo, “la complessità della femminilità pagana” con Freya, “la ciclicità della Storia umana” in The Spice Mélange e “la transitorietà della gloria” per Gloria Mundi). 
  • Verifica dell’archetipo: per essere tale un archetipo narrativo deve essere presente in più culture e in più epoche. 
  • Scelta della storia: delle varie storie contenenti l’archetipo individuato ne scelgo una che desidero raccontare, quella con cui sento una connessione speciale, quella storia che sembra fare capolino dalla lista in attesa di divenire profumo. 

Dopodiché mi dedico alla traduzione sensoriale vera e propria. 

I tre atti della storia diventano le tre fasi del profumo, collegate dalla trama che le dirige come un’orchestra. 

Questa fase tiene conto di due regole:

  • La prima è di tradurre, anziché semplicemente trasporre. Come nel caso di Luna, una fragranza che racconta l’haiku il tetto si è bruciato, ora posso vedere la Luna. Sarebbe stato facile cominciare la fragranza con una nota fumosa, scontato addirittura. Ma il punto non è ricostruire la scena ma tradurla dunque ho cercato qualcosa che fosse fuoco per il naso, e la scelta è ricaduta sulla nota di zibetto, capace di catturare il naso come il fuoco cattura l’occhio, di dare un calore che prescinde dagli altri sensi e di comunicare quella forma intrigante di pericolo che il fuoco racchiude. Questo implica attribuire all’olfatto un suo linguaggio, in cui l’odore non coincide per forza con l’oggetto ancorato al mondo materiale, ma lo valica cercando un impulso olfattivo che sia autentico, non una copia proveniente dal linguaggio della vista.
  • La seconda è di non focalizzarsi solo su elementi intrinsecamente odorosi, come la mela di Biancaneve in Mon Coeur, ma di usarli caratterizzandoli, ponendoli in relazione con tutti quanti gli elementi della narrazione, come ritmo, ambientazioni, personaggi, colpi di scena. Con Argo, ad esempio, abbiamo un profumo che racconta la creazione della leggendaria nave degli argonauti, quindi ci sono molti legni, ma questi legni vivono una vera e propria trama: all’inizio ne viviamo la raccolta, con note resinose e sentori verdi di vegetazione smossa. Dopodiché i legni vengono lavorati e cambiano, includono texture ariose e trasmettono sensazioni tattili di levigatezza solo tramite il linguaggio dell’olfatto, finché non entra in scena l’ananas che simboleggia la magia, trattata per intervenire come un raggio mistico e affascinante che al contatto con i legni ne modifica la natura. Così come in Freya il dolce pianto d’amore della Dea che apre la fragranza non è acquatico o salino, ma combina il frizzante dorato del bergamotto con la sensazione dolce che la mandola amara lascia sul fondo della gola, a raccontare un pianto romantico, fatto di lacrime d’oro. 

Una volta fatto tutto questo lavoro preliminare è finalmente il momento di lavorare la fragranza vera e propria, mettendo mano alle materie prime, creando gli accordi e selezionando provenienze e sfumature che siano uniche e che non verranno mai riutilizzate in altre fragranze. Il sandalo, ad esempio, è una nota che compare sia in Luna che in Dedalus, ma sono due tipologie di sandalo con sfumature completamente diverse, ognuna scelta per un progetto diverso, così come eroi, principesse e foreste compaiono in diverse storie, ma sono sempre diversi. 

È un lavoro fatto di sfumature, transizioni, sovrapposizioni. A volte mi sento come un alchimista, altre volte più come un ausiliare del traffico che deve regolare chi passa e quando, solo che le mie vetture sono le note. Tutto questo per costruire un profumo che non sia solo un accessorio piacevole o una fragranza evocativa, ma che abbia una sua atmosfera e un divenire che non è la conseguenza della volatilità delle sue note, ma in cui la volatilità è gestita per creare quel divenire. Proprio come in una storia il profumo narrativo cambia, sorprende, ha una direzione sua, dei personaggi e dei colpi di scena che lo rendono un’unità narrativa a se stante che si esprime tramite l’olfatto.

Questa è la Profumeria Narrativa®, la nostra creatura un po’ antica e un po’ innovativa, che va oltre il concetto di ispirazione, nascendo da una metodologia nuova e precisa, che ha come obiettivo l’incontro fa l’inconscio collettivo proprio degli archetipi e la memoria individuale canalizzata dagli impulsi olfattivi: è un modo nuovo di sperimentare la narrazione che permette di connettersi a qualcosa di universale tramite i propri tasselli unici e irripetibili. 

Noi non formuliamo e produciamo prodotti cosmetici. Noi scriviamo profumi.

Beatrice Lorenzini

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